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Come fare a trasmettere la cultura del social media marketing e del web 2.0 in azienda?

Dal alcuni giorni, per l’esattezza dallo scorso 17 Gennaio, Gianluigi Zarantonello, blogger e web specialist presso Coin SpA, ha lanciato una interessante discussione all’interno del gruppo “Social Media Marketing – Italia” sull’argomento che titola questo mio post e che ha visto la partecipazione di diversi esperti di settore i quali hanno espresso i loro interessanti e personali pareri … vediamone alcuni di seguito:

1)      “…secondo me non è corretto parlare di web 2.0 quanto di persone 2.0, perché è dalla testa della gente che nasce il corretto approccio al nuovo web.” (Gianluigi Zarantonello)

2)     “Il problema è che nelle aziende, ancora oggi, di persone che capiscono appieno le potenzialità del web ce ne sono pochissime.” (Fabio Scafoletti)

3)     “A partire dal “Digital Divide” l’Italia ha ancora strada da fare riguardo la diffusione del web e tecnologie annesse, compresa la mentalità all’uso di computer e derivati per potenziare e facilitare l’attività aziendale.” (Giovanni Dalla Gassa)

4)     L’italia non e’ indietro questa volta, a mio semplice avviso, vuole semplicemente rimanere così, offrendo strumenti a metà e non strumenti a 360 gradi. Questo permette alle aziende di “ipotizzare” di avere un maggior controllo sulle attività on-line. Ma come si evince dai vari blog molte aziende non hanno, qui da noi, la cultura di una crescita professionale/personale… (Irwin Allas)

5)     La cosa spaventosa è che siamo anche regolarmente in contatto con gente “giovane” (sotto 30 anni) che non hanno nemmeno loro una visione diversa, e sono molto succubi degli atteggiamenti dei loro collaboratori “anziani”. (Suzi Jenkins)

6)     … secondo me la strada migliore è individuare le persone che in azienda hanno già una pratica dei social media, anche parziale, fare gruppo con loro e formarle con la pratica. (Luca Vanzella)

7)     Bisogna individuare in azienda dei potenziali “evangelizzatori” del concetto di 2.0 e supportarli nella loro formazione continua e nel cercare di “spargere il verbo” verso tutti coloro che di queste cose non hanno mai sentito parlare. (Carlo Mazzocco)

8)     Torno, però, a sottolineare l’importanza del committment dall’alto, perché spesso le persone di cui sopra sono giovani e non hanno da soli abbastanza autorità per farsi ascoltare.
Infine le loro skills devono integrarsi con le idee del top management, per uniformarsi ad una strategia. Insomma è un lavoro di squadra, specie nelle realtà più grandi.
(Gianluigi Zarantonello)

9)     … è necessario, prima di tutto, coinvolgere la proprietà e il management senza i quali diventa difficile iniziare l’evangelizzazione delle persone più sensibili all’approccio con i social media. (Ferdinando Vighi)

10)   … due leve principali:
RISULTATI – consegnare statistiche favorevoli (ad esempio sugli accessi al sito) è fondamentale. Da lì il discorso si può allargare ai mezzi che permettono il raggiungimento di certi risultati
CONCORRENZA – E’ impressionante vedere quanto sia influente il comportamento di alcuni concorrenti in questi argomenti. Troviamo i comportamenti che ci interessano e condividiamoli
(Paolo Montanari)

In conclusione cito un altro mio intervento nella discussione condiviso da altri colleghi, che recita così:

…se si continua a fare seminari ed incontri coinvolgendo quasi sempre chi opera nel settore e senza spingere ed allargare l’invito alla PMI, anche il nostro lavoro diretto non sarà più di tipo “evangelico” ma, al contrario, diventeremo una sorta di “lobby digitale”.
Le PMI (titolari, manager e “persone sensibili”) hanno un assoluto bisogno di sentirsi sempre più coinvolte, rassicurate e, se necessario, quasi obbligate alla partecipazione…perlomeno anche per il solo fatto di capire che il Mercato sta rapidamente cambiando diventando sempre più partecipativo.

La PMI, e chiudo, deve capire che NON si tratta di cambiare radicalmente la sua struttura organizzativa ma solamente aggiornarla, portando il comportamento, che tiene da sempre sul proprio Mercato, anche sul web … cambiano gli strumenti e la rapidità di diffusione della comunicazione, che ora deve essere prima di tutto “ascoltata”.

Bene, è tutto. Il “sasso” è stato lanciato ….

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Commenti
  • Credo che siamo davanti ad una nuova evoluzione comunicativa che si riversa nell’economia mondiale.
    I Socialnetwork oggi rappresentato il modo di pensare il modo di comunicare ed il modo di fare impresa utilizzati da milioni di milioni di persone.
    Nascono così nuovi modelli basati sulla condivisione della conoscenza non più proprietà strategica e segreta, ma oggetto di interazione e per questo facilmente migliorabile grazie alla cooperazione di possibili milioni di specialisti.
    La nostra appare come una economia complessa e condivisa dove nuove regole sono imposte ai vecchi competitor sto parlando delle regole della comunity, chiunque vi accede deve condividerle altrimenti sei fuori dal web 2.0 dove nascono idee progetti innovativi !!
    Questo vale per i grandi imprenditori e per le PMI che debbono convicersi dell’importanza di essere in rete dell’importanza di abbandonare le impostazioni tradizionali a favore dei grandi spazi virtuali che il web offre…….!